Le tre parole che decidono davvero quanto la tua assicurazione ti pagherà sono franchigia, massimale e scoperto. Compaiono in ogni contratto, dalla polizza casa alla RC auto, e proprio la loro combinazione fa la differenza tra un premio basso ma poco utile e una copertura più cara ma solida. In questa guida spieghiamo in modo semplice il significato di questi e degli altri termini chiave delle polizze, con esempi numerici in euro, così da leggere davvero cosa copre la tua assicurazione.
Franchigia: la quota fissa a tuo carico
La franchigia è l’importo fisso che resta sempre a tuo carico in caso di sinistro. Se hai una franchigia di 300 euro e subisci un danno di 1.000 euro, la compagnia te ne rimborsa 700. Serve a escludere i piccoli sinistri e, in cambio, abbassa il premio. Esistono due varianti:
In questo articolo
- franchigia assoluta: viene sottratta sempre, qualunque sia l’entità del danno;
- franchigia relativa (o semplice): se il danno la supera, la compagnia paga tutto; se resta sotto, non paga nulla.
Scoperto: la percentuale a tuo carico
Lo scoperto è simile alla franchigia, ma è espresso in percentuale del danno. Uno scoperto del 20% su un sinistro di 2.000 euro significa 400 euro a tuo carico. Spesso lo scoperto è accompagnato da un minimo non indennizzabile: per esempio “scoperto 10% con minimo 250 euro” vuol dire che paghi comunque almeno 250 euro. A differenza della franchigia fissa, con lo scoperto la quota che sostieni cresce insieme all’importo del danno.
Massimale: il tetto dei rimborsi
Il massimale è la cifra massima che la compagnia si impegna a pagare per un sinistro o per l’intera annualità. È il parametro più importante nelle coperture di responsabilità civile, dove un solo evento può generare risarcimenti molto elevati: per questo nella RC auto la legge fissa massimali minimi di diversi milioni di euro. Un massimale troppo basso lascia scoperta la parte di danno eccedente, che resterebbe a tuo carico.
Il glossario delle polizze
Ecco gli altri termini che incontri più spesso nelle condizioni di assicurazione.
| Termine | Significato |
|---|---|
| Premio | Il prezzo che paghi per la polizza, annuale o frazionato |
| Sinistro | L’evento dannoso previsto dal contratto (incidente, furto, malattia) |
| Indennizzo / risarcimento | La somma che la compagnia versa: “indennizzo” se va a te, “risarcimento” se va al terzo danneggiato |
| Carenza | Periodo iniziale in cui le garanzie non sono ancora operative |
| Esclusioni | I casi che la polizza non copre, elencati nelle condizioni |
| Rivalsa / surroga | Il diritto della compagnia di rifarsi su chi ha causato il danno |
| Regola proporzionale | Riduzione del rimborso se il valore assicurato è inferiore a quello reale (sottoassicurazione) |
La regola proporzionale: attento alla sottoassicurazione
È una delle sorprese più sgradite. Se assicuri un bene per un valore inferiore a quello reale, in caso di danno parziale la compagnia riduce l’indennizzo in proporzione (art. 1907 del Codice civile). Esempio: casa che vale 200.000 euro ma assicurata per 100.000; a fronte di un danno di 20.000 euro ricevi solo 10.000, perché sei coperto per metà del valore. Ecco perché è fondamentale dichiarare valori corretti, come spieghiamo nella guida sull’assicurazione casa incendio e scoppio.
Come influenzano premio e rimborso
- Abbassano il premio annuo
- Ti fanno gestire in proprio i piccoli sinistri
- Utili se vuoi coprire solo i danni gravi
- Riducono il premio ma lasciano scoperti i danni gravi
- Pericolosi nelle coperture di responsabilità civile
- Possono lasciarti esposto per cifre molto elevate
Che differenza c’è tra franchigia e scoperto?
Un massimale alto fa aumentare il premio?
Cosa significa “minimo non indennizzabile”?
Cos’è la regola proporzionale?
In sintesi
Franchigia, massimale e scoperto sono le leve che modellano ogni polizza: capirle ti permette di scegliere consapevolmente tra premio basso e protezione ampia. Leggi sempre le condizioni prima di firmare e, quando confronti due preventivi, non fermarti al prezzo ma guarda questi tre numeri. Ti tornano utili quando valuti le garanzie accessorie dell’auto, il rimborso delle spese mediche o, in caso di controversie, quando ti rivolgi all’IVASS.