Quando un consulente propone una polizza vita di risparmio, dietro alla stessa etichetta possono nascondersi due mondi opposti. La distinzione tra polizza Ramo I e Ramo III è la prima cosa da capire: la prima investe in una gestione separata a capitale protetto, la seconda è una unit linked collegata all’andamento dei mercati finanziari. Scegliere l’una o l’altra senza conoscerne le regole significa esporsi a rischi che non ci si aspettava, oppure rinunciare a un rendimento che si sarebbe potuto ottenere.
In questa guida vediamo come funziona ciascun ramo, chi garantisce cosa, quanto costano e in quali situazioni conviene l’uno rispetto all’altro.
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Ramo I: la gestione separata a capitale protetto
Le polizze di Ramo I investono i premi in una gestione separata, un patrimonio distinto dal resto della compagnia composto in prevalenza da titoli di Stato e obbligazioni. La caratteristica chiave è il consolidamento annuo: il rendimento maturato ogni anno si “cristallizza” e non può più essere perso. Molti contratti prevedono inoltre una garanzia di restituzione del capitale versato.
Il rovescio della medaglia è un rendimento contenuto. Negli ultimi anni le gestioni separate hanno reso in media tra l’1,5% e il 3% lordo annuo, cifre che vanno confrontate con l’inflazione. È uno strumento pensato per chi mette la protezione del capitale davanti a tutto, in modo simile a un conto deposito ma con la cornice assicurativa.
Ramo III: le unit linked legate ai mercati
Le polizze di Ramo III, note come unit linked, collegano il valore del contratto a fondi interni o OICR (fondi ed ETF). Non c’è garanzia sul capitale: se i mercati salgono il tuo investimento cresce, se scendono perdi valore, esattamente come accadrebbe investendo in ETF o fondi comuni. In cambio del rischio ottieni un potenziale di rendimento molto più alto nel lungo periodo.
Il punto critico delle unit linked sono i costi: caricamenti iniziali, commissioni di gestione annue (spesso dall’1,5% al 2,5%) e talvolta costi di riscatto nei primi anni. Questi oneri erodono il rendimento e vanno letti con attenzione prima di firmare. Rispondere con serietà al questionario MiFID è indispensabile per capire se il rischio è adatto a te.
| Caratteristica | Ramo I (gestione separata) | Ramo III (unit linked) |
|---|---|---|
| Capitale | Protetto/garantito | A rischio di mercato |
| Rendimento potenziale | Basso ma stabile | Alto ma variabile |
| Consolidamento annuo | Sì | No |
| Costi | Contenuti | Più elevati |
| Orizzonte ideale | Breve-medio termine | Lungo termine |
| Profilo adatto | Prudente | Dinamico |
Tassazione e vantaggi comuni
Su entrambi i rami i rendimenti sono tassati al 26%, ridotto al 12,5% sulla quota investita in titoli di Stato. Le polizze vita godono poi di due caratteristiche apprezzate: l’imposta di bollo dello 0,2% annua è pagata solo al riscatto (non ogni anno come sul dossier titoli) e il capitale liquidato ai beneficiari in caso di morte è generalmente esente da imposta di successione, come approfondito in beneficiario della polizza vita.
Attenzione però: né il Ramo I né il Ramo III di puro risparmio danno diritto alla detrazione fiscale del 19%, che spetta solo alla componente di protezione caso morte.
Le multiramo: un compromesso
Molte compagnie propongono oggi le polizze multiramo, che combinano una quota in gestione separata (per stabilizzare) e una in unit linked (per il potenziale di crescita). Sono un modo per graduare il rischio, ma vanno lette con la stessa attenzione: la componente Ramo III mantiene i suoi costi e i suoi rischi. Diffida di chi le presenta come “garantite” quando la parte unit linked non lo è.
- Non tolleri di vedere il capitale scendere
- Hai un orizzonte breve o sei vicino all’obiettivo
- Vuoi un rendimento modesto ma prevedibile
- Cerchi un’alternativa “assicurativa” al conto deposito
- Hai molti anni davanti e accetti l’oscillazione
- Punti a battere l’inflazione nel lungo periodo
- Comprendi e accetti i costi di gestione
- Hai un profilo di rischio dinamico
Ramo I o Ramo III: come decidere
La regola pratica è collegare la scelta all’orizzonte temporale e al profilo di rischio. Se ti mancano pochi anni all’obiettivo o dormi male all’idea di una perdita, il Ramo I ti dà tranquillità. Se invece stai costruendo capitale sul lunghissimo periodo e comprendi i mercati, il Ramo III offre il potenziale maggiore, a patto di controllare i costi. Chi parte da zero può prima leggere la guida su come iniziare a investire per confrontare le alternative non assicurative.
Nel Ramo III posso perdere il capitale?
Il Ramo I è sempre garantito al 100%?
Le polizze multiramo sono un buon compromesso?
Come sono tassati i due rami?
In sintesi
La differenza tra polizza Ramo I e Ramo III è tutta nel binomio rischio-rendimento: protezione e stabilità da un lato, potenziale di crescita e volatilità dall’altro. Non esiste una scelta migliore in assoluto, ma solo quella coerente con il tuo orizzonte, i tuoi obiettivi e la tua tolleranza al rischio. Se stai valutando la polizza in ottica previdenziale, leggi anche il confronto tra polizza vita e fondo pensione.